INTOLLERANZE ALIMENTARI, ECCO LE PIÙ COMUNI

Aggiornato il: 4 set 2020


Problemi digestivi, dolori muscolari e perfino sintomi di maggiore gravità come anemia e depressione possono essere dovuti a un’intolleranza o a un’allergia alimentare. Infatti, proprio quello che ci appare come qualcosa di estremamente naturale, come un alimento, può essere altamente tossico per alcune persone.

Alcune componenti naturali degli alimenti, come il glutine (grano, avena) o il lattosio e la caseina (latte e derivati), non sono ben tollerati dal nostro apparato digerente. A volte ci fanno male perché il nostro organismo ha dei problemi a digerirli, mentre in altri casi il nostro corpo li considera degli allergeni scatenando una reazione difensiva. Ovviamente la miglior soluzione è evitarli, escludendo dalla nostra alimentazione gli alimenti che li contengono e sostituendoli con cibi dalle proprietà nutrizionali equivalenti, per evitare carenze.


Attenzione al latte:


Un italiano su tre è intollerante al latte. Il sintomo è spesso la diarrea. Sotto accusa il lattosio, zucchero che si trova nel latte e nei derivati, o la caseina, la proteina del latte. Per digerire gli zuccheri del latte, serve un enzima (lattasi), che è secreto dall’intestino tenue e compare in quantità minima negli intolleranti. Oltre a motivi genetici, l’intolleranza al latte può essere indotta dall’eliminazione del latte dalla dieta: chi smette di bere latte produce meno lattasi e diventa intollerante.

La soluzione. Bere latte vegetale. Nei casi in cui, come in menopausa, si ha più bisogno di calcio, consumare prezzemolo e semi di sesamo, ricchi di calcio biodisponibile.


Vai piano col Glutine


Il glutine è una proteina presente in alcuni cereali come il grano, l’avena o la segale. Le persone celiache (circa l’1% della popolazione) sono particolarmente sensibili a questa proteina, e, quando la ingeriscono, si scatena una reazione allergica intestinale che danneggia le mucose dell’intestino. Se questo danneggiamento si prolunga nel tempo le mucose possono deteriorarsi e provocare ulteriori problemi come difficoltà di assorbimento delle sostanze nutritive, intolleranza al lattosio, problemi alle ossa, dolori muscolari, anemia, infertilità, problemi dermatologici e perfino alterazioni emotive (depressione, ansia).

Ma oltre alla celiachia esiste anche quella che viene denominata sensibilità al glutine non celiaca. È un problema meno intenso della celiachia ma molto più frequente. I sintomi e le problematiche che sperimenta chi ne soffre sono minori, e di solito si limitano soprattutto a problemi cutanei, come la dermatite erpetiforme, e digestivi (gonfiore, diarrea, crampi).


Anche le uova, la frutta secca, i frutti di mare, il latte, alcuni tipi di pesci e di frutta contengono proteine che possono provocare allergie. In caso di soffrirne è necessario evitarli e fareattenzione all’etichetta dei prodotti, per assicurarci che non contengano allergeni né derivati di questi alimenti, come la caseina, l’alfa-lattoalbumina, la beta-lattoglobulina, l’ovoalbumina, l’ovomucoide, le tropomiosine, ecc.





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